| NATURA
IBLEA
(...)
La provincia di Ragusa occupa solo una piccola parte di quella che
è la più grande isola del Mediterraneo, la Sicilia,
ricca di leggende, di storia e di antiche civiltà, ma anche
di luce, tanto da essere chiamata l' "Isola del sole".
E la nostra provincia, proprio per le sue intrinseche caratteristiche,
è l'un' isola nell'isola".
Il territorio, che fece parte del Val di Noto, uno dei tre Valli
in cui gli Arabi divisero la Sicilia, occupa la parte sud-orientale
dell'isola ed è costituita essenzialmente da una stretta
pianura costiera e dai rilievi tabulari dei Monti Iblei, profondamente
incisi da spettacolari e profonde valli fluviali, specie di canyons,
chiamate in zona "cave", che degradano verso il mare.
Sicuramente la nostra terra è stata ricoperta, alcuni millenni
fa, da estese foreste di querce e lecci, da una rigogliosa macchia
mediterranea e da varie specie di piante alofile e igrofile lungo
le zone umide costiere e i suoi fiumi, che, nelle zone delle foci,
erano navigabili, come affermano diversi documenti storici. La abitavano,
inoltre, molti animali, anche di grandi proporzioni.
Questo ambiente originario, certamente idilliaco, è stato
purtroppo profondamente alterato e modificato per le incessanti
attività antropiche di sfruttamento attraverso colture, deforestazioni,
allevamenti e attraverso gli interventi più disparati, che
non si sono fermati davanti a niente, specie nel dopoguerra.
Il processo di degradazione ad opera dell'uomo non si è arrestato,
sì che le tracce degli ambienti naturali originali si ritrovano
solo nei luoghi più impervi e inospitali, come nel fondo
delle cave o in alta montagna, dove l'attività umana si ferma
solo perchè le rese non riescono a ripagare del lavoro speso.
Molte
sono le specie animali scomparse ed in particolar modo i grandi
mammiferi, come il cervo, il capriolo, il lupo, il daino.
Sono scomparse anche parecchie specie di uccelli, mentre molte sono
in via di estinzione. La stessa cosa succede anche per molte specie
di piante e fiori.
L'intensa attività antropica ha fatto della nostra provincia
una delle più povere di formazioni naturali originali, non
solo fra quelle siciliane, ma addirittura di tutta Italia.
I pochissimi frammenti superstiti di quell'antica foresta che copriva
la nostra isola, come la quercia spinosa (quercus calliprinos) di
Poggio Treneo, i pini d'Aleppo di Vittoria, la Macchia Foresta della
foce del fiume Irminio, ed altre ancora che sono una testimonianza
della nostra storia naturale, dovrebbero essere conservati e custoditi
con ogni cura e considerati importanti alla stessa stregua delle
più rilevanti testimonianze della nostra civiltà,
come le cattedrali barocche, i palazzi e le migliori opere d'arte.
(...)
ISOLA
DEI PORRI
(...) "A poca distanza dalla costa, di fronte al litorale della
Marza, si staglia l'isola dei Porri; costituita da tre scogli, è
lunga circa 150 m. e larga 125 m.
Per le proibitive condizioni climatiche poche piante riescono ad
attecchirvi.
Tra queste la più diffusa è l Allium Ampeloprasum,
chiamato in dialetto porro", e che dà il nome
all'isola. Da poco tempo è protetta come zona di Riserva
Integrale."(...)
MACCHIA
FORESTALE DEL FIUME IRMINIO
(...)
"La Riserva Naturale Integrale della Macchia Foresta del fiume
Irminio, si sviluppa lungo il litorale ibleo tra Donnalucata e Marina
di Ragusa. Tale tratto di costa è di rilevante interesse
botanico. La Macchia Foresta infatti è l'ultima testimonianza
della flora costiera siciliana in epoca preistorica. Le bellissime
dune ivi presenti permettono la sopravvivenza di un ecosistema particolare
con le tipiche associazioni vegetali osservabili nelle zone sopra
e retro-dunali." (...)
POLIPHILLA
RAGUSAE SU ERINGIO
(...) A causa delle condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli,
l'ambiente dunale rappresenta un 'area ostile alla vita vegetale.
Solo alcune piante, chiamate pioniere, in grado di resistere alle
alte temperature, al vento, alla salsedine, alla luce intensa ed
alla scarsità di acqua, per altro ad alto tenore di salinità,
riescono a colonizzare la duna ed a consolidarla. Le piante più
interessanti osservabili in questo ambiente sono il lentisco, il
ginepro coccolone, l'efedra, il giunco ed il mesembriantemo o fico
degli Ottentotti.(...)
TELLESIMO
- GRANCHIO D'ACQUA DOLCE
(...)
Tra i corsi d'acqua della provincia di Ragusa, un posto a sé
occupa il torrente Tellesimo.Lungo circa quindici km., nasce in
contrada Bellocozzo e termina il suo corso in contrada Pizzo Taverna,
confluendo nel Tellaro.L'azione erosiva delle sue acque ha modellato
una valle profonda e tortuosa di difficile accesso e quindi ancora
integra. Le acque sono limpide e chiarissime, a tratti impetuose
soprattutto durante le piene, calme quando attraversano conche e
marmitte, chiamate in dialetto "urva "(...)
LE
STAGIONI DELLA CAMPAGNA MODICANA
| Campagna
in Primavera |
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| Campagna
in Inverno |
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| Campagna
in Autunno |
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| Campagna
in estate |
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LE
STAGIONI
Nella
intimità del suolo e nell'aria che l'avvolge scorre illimitatamente,
con i ritmi ed i colori delle stagioni, il tempo della vita. I ritmi
della terra scivolano verso l'infinito con il grigio del gelido
inverno, il verde della primavera, il giallo dell'estate riarsa,
i colori dell'umido tepore autunnale. Fremiti, fuoco, riposo e brividi
segnano le ore dell'orologio di Madre Terra che misura l'eternità
con il gioco alterno e sempre nuovo della morte e della vita. L'albero,
che muta ad ogni ora l'abito di fronde e fiori e frutti è
simbolo della vita che freme e dalle radici sprofondate aspira al
cielo.
IL
CARRUBO (Ceratonia siliqua)
La fecondazione più efficace è garantita nei carrubeti
dalla presenza di qualche soggetto maschile selvaggio.Il frutto
del carrubo è un legume che contiene semi duri di peso praticamente
costante ed è per questa particolarità cbe gli Arabi
li usavano per pesare le pietre preziose.Dal nome arabo dei semi
"qirat deriva quello di carato.Nella provincia di Ragusa
si produce circa il 70% di tutto il raccolto nazionale.Il carrubo
è un albero che può raggiungere dimensioni considerevoli
con la sua chioma fitta ed ampia, ordinatamente tosata in basso
dal morso delle mucche.Durante la opprimente calura estiva offre
generosamente la sua ombra piacevole agli animali ed all'uomo stanco
dei lavori nei campi.I frutti maturano durante l'estate e la raccolta
viene effettuata subito dopo la festività di S. Giovanni
Battista, che ricorre il 29 agosto.(...)
(...) Il carrubo importato in tempi lontani è ormai molto
ben naturalizzato nell'ambiente ibleo. E una pianta dioica
e gli individui maschíli e femminili sono riconoscibili solo
nel periodo della fioritura. Le infiorescenze del carrubo maschile
sono a forma di spiga con numerosi fiorellini senza petali e presentano
delle antere rossastre che emanano un gradevole profumo. Gli individui
domestici sono generalmente di sesso femminile.
IL
FICODINDIA
(...)
Il Ficodíndia è una pianta succulenta di origine centro-sud-americana,
ma ben naturalizzata negli ambienti con clima mediterraneo. E
capace di propagarsi spontaneamente con grande facilità e
pertanto forma spesso fitte ed impenetrabili boscaglie. I frutti
sono commestibili e molto apprezzati. I rami, appiattiti ed articolati,
formano le cosiddette pale (Cladodi) sulle quali crescono i frutti.(...)
PASCOLI
Così nel corso dei millenni trasformarono la verde Sicilia
in una terra in gran parte arida e gialla, priva degli animali più
belli.
Lo strato fertile, non più trattenuto dalle radici degli
alberi, è stato o portato via dalle acque o assottigliato
a tal punto da lasciare affiorare la nuda roccia. Soltanto le pecore
possono godere di un tale stato di cose, ma nell'insieme rappresentano
un aspetto caratteristico del paesaggio siciliano, che anche così
ha un suo fascino particolare.(...)
(...) Un tempo remoto la Sicilia era una terra felice dal clima
mite, ricoperta di boschi lussureggianti, solcata da fiumi sulle
cui rive le ninfe accendevano la fantasia degli uomini e l'amore
degli dei. Poi gli uomini divennero via via più avidi e desiderosi
di ricchezze e per conquistare le terre alla pastorizia ed alla
coltura dei cereali, cominciarono a bruciare i boschi.
Terebinto
(Pistacia terebinthus) ("Scornabeccu)
(...)
E un alberello aromatico che si distingue dal lentisco perchè
è a foglie imparipennate e caduche. Dal suo tronco, opportunamente
inciso, geme una resina chiamata "trimentina". I frutti
in genere sono riuniti in grappoli. A causa della puntura di un
afide che deposita le sue uova fra le lamine fogliari, il terebinto
reagisce formando galle anche piuttosto grosse e dalle forme più
bizzarre.(...)
Fiore
di cappero (Capparis spinosa)
(...) Attraente e fascinoso il fiore del cappero è ampio,
con petali bianchi che presentano sfumature rosa e violette. Sono
la disperazione dei fotografi naturalisti che non riescono mai a
mettere tutto a fuoco per la particolare profondità del fiore
data dalla presenza di lunghissimi stami e di un ovario sviluppato
all'apice di un più lungo stilo. Ma talvolta il fotografo
aguzza l'ingegno e li fotografa quando ancora sono tutti dormienti
nel fondo della corolla appena dischiusa.(...)
Erica
multifiora "rusedda"
(...) E un piccolo arbusto che cresce su terreni calcarei
e non teme le pareti rocciose più impervie dalle quali si
sporge elegantemente con la sua rosea fioritura. Esistono molte
specie di Erica, ma quella più comune è la multiflora.
Le foglie sono aghiformi e verticillate. I fiori sono raccolti in
dense infiorescenze e la corolla dei fiori è data dalla fusione
tubulare dei petali. Gli stami sporgono dalla corolla. (...)
Carciofo
selvatico (Cynara cardunculus subsp.carduncuIus)
E
detto in siciliano "carciufilu ri spina ". Molto probabilmente
il carciofo domestico deriva da accurate e prolungate selezioni
operate sul carciofo selvatico sin dai tempi remoti e sembra che
siano stati gli Etruschi i primi produttori di carciofi domestici.
U carciuofílu ri spina" appartiene alla famiglia
delle Compositae e la sua infiorescenza immatura è commestibile.
Il capolino è formato da tanti tubicini violetti racchiusi
da una corona di brattee spinose. In fitoterapia trovano impiego
le foglie e le radici, la cui azione farmacologica si svolge a favore
del fegato con effetto coleretico e colagogo.
Ha pure azione ipoglicemizzante e diminuisce il tasso di colesterolo
nel sangue.
(...)
Gli occhi degli insetti sono strumenti di elevatissima perfezione
ed in relazione al comportamento dell'animale svolgono funzioni
di estrema specializzazione negli animali notturni funzionano da
intensificatori di luce, mentre in quelli diurni appongono"
migliaia di immagini diverse. Nelle zanzare possono far vedere i
raggi infrarossi emanati dal calore dei corpi viventi e in altri
insetti possono far individuare la polarizzazione della luce.In
questo gli insetti, pur essendo miopi, compensano l'incapacità
di vedere a distanza con funzioni specializzate.
Nella
foto sono rappresentati gli occhi composti di un Asilus crabroniformis,
un insetto predatore entomofago appartenente all'ordine dei Ditteri,
di cui fanno parte anche le mosche.(...)
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