Home Page

TERRA IBLEA

Lit. 25.000 (12.91 Euro)

 


Saffire Gold


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NATURA IBLEA

Manuskin Active Manuskin Active
Una crema efficace per i danni alla pelle!
http://www.e-odchudzanie.com.pl/et/manuskin-active-arvamused.html

Perle Bleue Perle Bleue
Rughe - problema risolto!
http://www.e-odchudzanie.com.pl/hu/perle-bleue-velemenyek.html

(...) La provincia di Ragusa occupa solo una piccola parte di quella che è la più grande isola del Mediterraneo, la Sicilia, ricca di leggende, di storia e di antiche civiltà, ma anche di luce, tanto da essere chiamata l' "Isola del sole".
E la nostra provincia, proprio per le sue intrinseche caratteristiche, è l'un' ”isola nell'isola".
Il territorio, che fece parte del Val di Noto, uno dei tre Valli in cui gli Arabi divisero la Sicilia, occupa la parte sud-orientale dell'isola ed è costituita essenzialmente da una stretta pianura costiera e dai rilievi tabulari dei Monti Iblei, profondamente incisi da spettacolari e profonde valli fluviali, specie di “canyons”, chiamate in zona "cave", che degradano verso il mare.
Sicuramente la nostra terra è stata ricoperta, alcuni millenni fa, da estese foreste di querce e lecci, da una rigogliosa macchia mediterranea e da varie specie di piante alofile e igrofile lungo le zone umide costiere e i suoi fiumi, che, nelle zone delle foci, erano navigabili, come affermano diversi documenti storici. La abitavano, inoltre, molti animali, anche di grandi proporzioni.
Questo ambiente originario, certamente idilliaco, è stato purtroppo profondamen­te alterato e modificato per le incessanti attività antropiche di sfruttamento attraverso colture, deforestazioni, allevamenti e attraverso gli interventi più disparati, che non si sono fermati davanti a niente, specie nel dopoguerra.
Il processo di degradazione ad opera dell'uomo non si è arrestato, sì che le tracce degli ambienti naturali originali si ritrovano solo nei luoghi più impervi e inospitali, come nel fondo delle cave o in alta montagna, dove l'attività umana si ferma solo perchè le rese non riescono a ripagare del lavoro speso.


Catch Me Patch Me
Ridurre il peso utilizzando le patch!
http://www.e-odchudzanie.com.pl/tr/catch-me-patch-me-yorumlar.html

Molte sono le specie animali scomparse ed in particolar modo i grandi mammiferi, come il cervo, il capriolo, il lupo, il daino.
Sono scomparse anche parecchie specie di uccelli, mentre molte sono in via di estinzione. La stessa cosa succede anche per molte specie di piante e fiori.
L'intensa attività antropica ha fatto della nostra provincia una delle più povere di formazioni naturali originali, non solo fra quelle siciliane, ma addirittura di tutta Italia.
I pochissimi frammenti superstiti di quell'antica foresta che copriva la nostra isola, come la quercia spinosa (quercus calliprinos) di Poggio Treneo, i pini d'Aleppo di Vittoria, la Macchia Foresta della foce del fiume Irminio, ed altre ancora che sono una testimonianza della nostra storia naturale, dovrebbero essere conservati e custoditi con ogni cura e considerati importanti alla stessa stregua delle più rilevanti testimo­nianze della nostra civiltà, come le cattedrali barocche, i palazzi e le migliori opere d'arte. (...)


ISOLA DEI PORRI

(...) "A poca distanza dalla costa, di fronte al litorale della Marza, si staglia l'isola dei Porri; costituita da tre scogli, è lunga circa 150 m. e larga 125 m.
Per le proibitive condizioni climatiche poche piante riescono ad attecchirvi.
Tra queste la più diffusa è l’ Allium Ampeloprasum, chiamato in dialetto “porro", e che dà il nome all'isola. Da poco tempo è protetta come zona di Riserva Integrale."(...)


MACCHIA FORESTALE DEL FIUME IRMINIO

(...) "La Riserva Naturale Integrale della Macchia Foresta del fiume Irminio, si sviluppa lungo il litorale ibleo tra Donnalucata e Marina di Ragusa. Tale tratto di costa è di rilevante interesse botanico. La Macchia Foresta infatti è l'ultima testimonianza della flora costiera siciliana in epoca preistorica. Le bellissime dune ivi presenti permettono la sopravvivenza di un ecosistema particolare con le tipiche associazioni vegetali osservabili nelle zone sopra e retro-dunali." (...)


POLIPHILLA RAGUSAE SU ERINGIO

(...) A causa delle condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli, l'ambiente dunale rappre­senta un 'area ostile alla vita vegetale. Solo alcune piante, chiamate pioniere, in grado di resistere alle alte temperature, al vento, alla salsedine, alla luce intensa ed alla scarsità di acqua, per altro ad alto tenore di salinità, riescono a colonizzare la duna ed a consolidarla. Le piante più interessanti osservabili in questo ambiente sono il lentisco, il ginepro coccolone, l'efedra, il giunco ed il mesembriantemo o fico degli Ottentotti.(...)


TELLESIMO - GRANCHIO D'ACQUA DOLCE

(...) Tra i corsi d'acqua della provincia di Ragusa, un posto a sé occupa il torrente Tellesimo.Lungo circa quindici km., nasce in contrada Bellocozzo e termina il suo corso in contrada Pizzo Taverna, confluendo nel Tellaro.L'azione erosiva delle sue acque ha modellato una valle profonda e tortuosa di difficile accesso e quindi ancora integra. Le acque sono limpide e chiarissime, a tratti impetuose soprattutto durante le piene, calme quando attraversano conche e marmitte, chiamate in dialetto "urva "(...)


LE STAGIONI DELLA CAMPAGNA MODICANA

Campagna in Primavera
Campagna in Inverno
Campagna in Autunno
Campagna in estate

LE STAGIONI

Nella intimità del suolo e nell'aria che l'avvolge scorre illimitatamente, con i ritmi ed i colori delle stagioni, il tempo della vita. I ritmi della terra scivolano verso l'infinito con il grigio del gelido inverno, il verde della primavera, il giallo dell'estate riarsa, i colori dell'umido tepore autunnale. Fremiti, fuoco, riposo e brividi segnano le ore dell'orologio di Madre Terra che misura l'eternità con il gioco alterno e sempre nuovo della morte e della vita. L'albero, che muta ad ogni ora l'abito di fronde e fiori e frutti è simbolo della vita che freme e dalle radici sprofondate aspira al cielo.


IL CARRUBO (Ceratonia siliqua)

La fecondazione più efficace è garantita nei carrubeti dalla presenza di qualche soggetto maschile selvaggio.Il frutto del carrubo è un legume che contiene semi duri di peso praticamente costante ed è per questa particolarità cbe gli Arabi li usavano per pesare le pietre preziose.Dal nome arabo dei semi "qirat” deriva quello di carato.Nella provincia di Ragusa si produce circa il 70% di tutto il raccolto nazionale.Il carrubo è un albero che può raggiungere dimensioni considerevoli con la sua chioma fitta ed ampia, ordinatamente tosata in basso dal morso delle mucche.Durante la opprimente calura estiva offre generosamente la sua ombra piacevole agli animali ed all'uomo stanco dei lavori nei campi.I frutti maturano durante l'estate e la raccolta viene effettuata subito dopo la festività di S. Giovanni Battista, che ricorre il 29 agosto.(...)

(...) Il carrubo importato in tempi lontani è ormai molto ben naturalizzato nell'ambiente ibleo. E’ una pianta dioica e gli individui maschíli e femminili sono riconoscibili solo nel periodo della fioritura. Le infiorescenze del carrubo maschile sono a forma di spiga con numerosi fiorellini senza petali e presentano delle antere rossastre che emanano un gradevole profumo. Gli individui domestici sono generalmente di sesso femminile.


IL FICODINDIA

(...) Il Ficodíndia è una pianta succulenta di origine centro-sud-americana, ma ben naturalizzata negli ambienti con clima mediterraneo. E’ capace di propagarsi spontaneamente con grande facilità e pertanto forma spesso fitte ed impenetrabili boscaglie. I frutti sono commestibili e molto apprezzati. I rami, appiattiti ed articolati, formano le cosiddette pale (Cladodi) sulle quali crescono i frutti.(...)


PASCOLI

Così nel corso dei millenni trasformarono la verde Sicilia in una terra in gran parte arida e gialla, priva degli animali più belli.
Lo strato fertile, non più trattenuto dalle radici degli alberi, è stato o portato via dalle acque o assottigliato a tal punto da lasciare affiorare la nuda roccia. Soltanto le pecore possono godere di un tale stato di cose, ma nell'insieme rappresentano un aspetto caratteristico del paesaggio siciliano, che anche così ha un suo fascino particolare.(...)

(...) Un tempo remoto la Sicilia era una terra felice dal clima mite, ricoperta di boschi lussureggianti, solcata da fiumi sulle cui rive le ninfe accendevano la fantasia degli uomini e l'amore degli dei. Poi gli uomini divennero via via più avidi e desiderosi di ricchezze e per conquistare le terre alla pastorizia ed alla coltura dei cereali, cominciarono a bruciare i boschi.

Terebinto (Pistacia terebinthus) ("Scornabeccu”)

(...) E’ un alberello aromatico che si distingue dal lentisco perchè è a foglie imparipennate e caduche. Dal suo tronco, opportunamente inciso, geme una resina chiamata "trimentina". I frutti in genere sono riuniti in grappoli. A causa della puntura di un afide che deposita le sue uova fra le lamine fogliari, il terebinto reagisce formando galle anche piuttosto grosse e dalle forme più bizzarre.(...)

Fiore di cappero (Capparis spinosa)

(...) Attraente e fascinoso il fiore del cappero è ampio, con petali bianchi che presentano sfumature rosa e violette. Sono la disperazione dei fotografi naturalisti che non riescono mai a mettere tutto a fuoco per la particolare profondità del fiore data dalla presenza di lunghissimi stami e di un ovario sviluppato all'apice di un più lungo stilo. Ma talvolta il fotografo aguzza l'ingegno e li fotografa quando ancora sono tutti dormienti nel fondo della corolla appena dischiusa.(...)

Erica multifiora "rusedda"


(...) E’ un piccolo arbusto che cresce su terreni calcarei e non teme le pareti rocciose più impervie dalle quali si sporge elegantemente con la sua rosea fioritura. Esistono molte specie di Erica, ma quella più comune è la multiflora. Le foglie sono aghiformi e verticillate. I fiori sono raccolti in dense infiorescenze e la corolla dei fiori è data dalla fusione tubulare dei petali. Gli stami sporgono dalla corolla. (...)

Carciofo selvatico (Cynara cardunculus subsp.carduncuIus)

E’ detto in siciliano "carciufilu ri spina ". Molto probabilmente il carciofo domestico deriva da accurate e prolungate selezioni operate sul carciofo selvatico sin dai tempi remoti e sembra che siano stati gli Etruschi i primi produttori di carciofi domestici.
“U carciuofílu ri spina" appartiene alla famiglia delle Compositae e la sua infiorescenza immatura è commestibile.
Il capolino è formato da tanti tubicini violetti racchiusi da una corona di brattee spinose. In fitoterapia trovano impiego le foglie e le radici, la cui azione farmacologica si svolge a favore del fegato con effetto coleretico e colagogo.
Ha pure azione ipoglicemizzante e diminuisce il tasso di colesterolo nel sangue.

(...) Gli occhi degli insetti sono strumenti di elevatissima perfezione ed in relazione al comporta­mento dell'animale svolgono funzioni di estrema specializzazione negli animali notturni funzionano da intensificatori di luce, mentre in quelli diurni “appongono" migliaia di immagini diverse. Nelle zanzare possono far vedere i raggi infrarossi emanati dal calore dei corpi viventi e in altri insetti possono far individuare la polarizzazione della luce.In questo gli insetti, pur essendo miopi, compensano l'incapacità di vedere a distanza con funzioni specializzate.

Nella foto sono rappresentati gli occhi composti di un Asilus crabroniformis, un insetto predatore entomofago appartenente all'ordine dei Ditteri, di cui fanno parte anche le mosche.(...)

[Home page] [E-mail]