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"Nnautru
ccì nnè!!"
Un
libro esilarante che racconta della giornata tipo di un informatore
medico, comunemente conosciuto come “’u cummissu”.
...Con tratti
essenziali e fluidi, ma realistici, l’autore ci mostra il lato più
umano di quelle persone da noi medici chiamati collaboratori
scientifici, volgarmente denominati commessi dai nostri bravi
pazienti...
...Ogni minuto
è prezioso per martellare il cervello del professionista e
convincerlo con vari modi e con alchimie ben studiate a prescrivere,
prescrivere, prescrivere… ma solo i farmaci di quella tal azienda
che è sempre la prima, la migliore, la più qualificata, la… e chi
più ne ha più ne metta...
...In uno
stile fresco, semplice, appare una precisa e meticolosa descrizione
di luoghi, avvenimenti e personaggi...
...Attraverso
le vive e colorate situazioni descritte, vissute nelle sale
d’aspetto dei medici e negli ambienti circostanti, appaiono tutte le
sensazioni interiori e le passioni tipiche del temperamento siculo,
caldo, ...
...Così, “ U
poviru cummessu” costretto, predestinato, preciso, attento,
paziente, professionale, ben vestito, frettoloso, orario-dipendente,
ansioso, affettuoso e pronto ad ogni evenienza, emerge dalle sue
contrastate e sofferte giornate di lavoro in una veste più bella;
sicuramente più umana.
Gino Sgandurra
... Certo non
tutti i giorni sono così ma come si fa ad abituarsi a quei commenti
che i pazienti fanno fra di loro, a volte sotto voce e altre in modo
palese, quando uno di noi entra nella sala d’aspetto?.....
..... La
domanda che tutti si pongono è: Ma… chisti cosa dicono ai medici?
Che cosa portano in quella bella borsetta? Quanto guadagnano? Magari
immaginano…
Pino Iacono
"Lei chi è commessu"?
Quella non sarebbe certamente stata
una giornata "normale". Le prime avvisaglie le avvertii nel momento
in cui il trillo terribile, e per niente musicale, della sveglia
elettronica invase la stanza. Un cicaleccio orribile..(
.....)normalmente mi svegliavo prima del funesto segnale ma quel
giorno non fu così (.....) Mio malgrado fui costretto ad alzarmi.
Con gli occhi pieni di sonno, la schiena, a pezzi, torturata da
migliaia di chilometri (....) contai fino a cinque dopo di che
giunse puntuale la prima frase del giorno:- "oggi dove sei?" -
Mormorai qualcosa....
Entro
insieme a voi!
I minuti
trascorrevano lentissimi e rimanere seduto immobile su quella sedia,
in quella sala d'aspetto, mi sembrava una tortura insopportabile,
non sapevo in cuor mio che non finisse peggio. Cercai di distrarmi
facendo di tutto per non ascoltare gli "illuminanti" argomenti dei
pazienti in attesa, nè tanto meno volevo rischiare di farmi
trascinare in qualche inutile discussione della terribile segretaria
della dottoressa...
"Li
dimostrazioni"
Anche quella
visita era andata, l' intervista era stata ottima. Con l' animo
sollevato e un pò più rilassato, ritornai verso la mia macchina. Per
fortuna c' era ancora. Misi in moto, accesi la radio e mi avviai
alla ricerca del quarto indirizzo.
I paesaggio era
spettacolare, grandi vallate senza neanche un albero si estendevano
a vista d' occhio e anche se prive di vegetazione (....)
Tantissimi
campi ben arati, immense distese d' uliveti che si accompagnavano ad
altri di vigneti (....)
Gli feci cenno
di salire ma per tutta risposta mi fu rivolto un invito a scendere
dalla macchina.
"'Un si c'
arriva ca machina, à ppèri si ccì va, vinissi ccù mmia." ......
Rigoletto
e Traviata
(....) Arrivai
davanti la porta dell' ambulatorio dove una fila di persone stava
educatamente in coda. "Mamma mia!" Appena mi videro iniziò la
litania: "....e sono tre! Perchè il dottore non li riceve
tutti assieme questi signori? Ma quanti ce ne sono in giro?"
Già! Quanti ce ne siamo in giro! Solito sguardo indagatore, solito
sorriso di circostanza e..."buona sera a tutti!". "Finalmente una
faccia nuova, venga s' accomodassi giovanotto". "La ringrazio per il
giovanotto signora ma proprio di primo pelo non sono". "Ma chi ddìci?
Lei un giovanotto è. Lo sa che ccì dico? Se io avessi trent' anni di
meno..." "Purtroppo non è possibile cara signora mi dispiace".
(....) Cosa'altro mi sarebbe capitato non lo sapevo ma le
prospettive c' erano tutte.....
Non dirmi
niente....
Constatai
che le indicazioni erano esatte e dopo un pò, con passo deciso
guadagnai l'ingresso dell' hotel. Il neonne rosso posto fuori
dall' albergo, come non bastasse, era riprodotto pure alle spalle
del banco della reception, altro non era che, un' immagine di donna
in doppia sequenza di movimento, con una fumante sigaretta tra le
labbra (le classiche insegne che si vedono nei film gialli di
produzione americana). Si prospettava una serata unica! tuttavia a
me interessava solamente trovare una camera, fare una doccia calda e
togliermi di dosso i vestiti di bagnati (....) Mezz' ora dopo ero
ancora alla disperata ricerca del regno di Morfeo....purtroppo ogni
tentativo risultava vano; non riuscivo proprio a prendere sonno.
(....) più passava il tempo e più stavo male......e come se non
bastasse giunsero alle mie povere orecchie le note di una
scatenatissima polka mandata a tutto volume........dalla marzucca,
al tango, alla rumba, al cha cha cha, al walzer, e.....potevano
mancare i balli di gruppo? Neanche per sogno! Ed ecco infatti la
macarena, il menaito, la bomba....
Se nun ci
fosseru i cummissi
(Dialoghi
integrali tra
pazienti
in sala d' aspetto)
"Signori
miei ce la dobbiamo finire di avercela con i commessi, che cosa ci
possono fare loro se per mangiare sono costretti ad essere
antipatichi? (....) Dobbiamo essere coscienziosi e no
che...certe volte ci facciamo prendere per quelli che siamo
"ignoranti con la scorcia" (.....) Tutti lo sappiamo qua dentro che
a lei il dottore ci da le medicine dei commessi.....pure a me
qualche volta (....) mi vergogno a dirlo ma non me le posso comprare
e se il dottore ce le ha, risparmio....altrochè!"
"Si capisce;
lei parla così perchè c'ha la convenienza, vorrei vedere se il
dottore non ce le da più le medicine gratis...fino all' altro giorno
era lei, cara signora, la prima a non voler fare passare i commessi
e ora addirittura addivintò una collega".....
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