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NNAUTRU CCI' NNE'!!

 

7,00 €

 

Presenta 110 pagine per un formato di 12 x 17 centimetri.

 


 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

      

 

 

 

 

 

 

 

     

 

 

 

 

  

 

          

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

"Nnautru ccì nnè!!"

Un libro esilarante che racconta della giornata tipo di un informatore medico, comunemente conosciuto come “’u cummissu”.

...Con tratti essenziali e fluidi, ma realistici, l’autore ci mostra il lato più umano di quelle persone da noi medici chiamati collaboratori scientifici, volgarmente denominati commessi dai nostri bravi pazienti...

...Ogni minuto è prezioso per martellare il cervello del professionista e convincerlo con vari modi e con alchimie ben studiate a prescrivere, prescrivere, prescrivere… ma solo i farmaci di quella tal azienda che è sempre la prima, la migliore, la più qualificata, la… e chi più ne ha più ne metta...

...In uno stile fresco, semplice, appare una precisa e meticolosa descrizione di luoghi, avvenimenti e  personaggi...

...Attraverso le vive e colorate situazioni descritte, vissute nelle sale d’aspetto dei medici e negli ambienti circostanti, appaiono tutte le sensazioni interiori e le passioni tipiche del temperamento siculo, caldo, ...

...Così, “ U poviru cummessu” costretto, predestinato, preciso, attento, paziente, professionale, ben vestito, frettoloso, orario-dipendente, ansioso, affettuoso e pronto ad ogni evenienza, emerge dalle sue contrastate e sofferte giornate di lavoro in una veste più bella; sicuramente più umana.

Gino Sgandurra

... Certo non tutti i giorni sono così ma come si fa ad abituarsi a quei commenti che i pazienti fanno fra di loro, a volte sotto voce e altre in modo palese, quando uno di noi entra nella sala d’aspetto?.....

..... La domanda che tutti si pongono è: Ma… chisti cosa dicono ai medici? Che cosa portano in quella bella borsetta? Quanto guadagnano? Magari immaginano…

Pino Iacono

 

 


 

 

"Lei chi è commessu"?

 

 

Quella non sarebbe certamente stata una giornata "normale". Le prime avvisaglie le avvertii nel momento in cui il trillo terribile, e per niente musicale, della sveglia elettronica invase la stanza. Un cicaleccio orribile..( .....)normalmente mi svegliavo prima del funesto segnale ma quel giorno non fu così (.....) Mio malgrado fui costretto ad alzarmi. Con gli occhi pieni di sonno, la schiena, a pezzi, torturata da migliaia di chilometri (....) contai fino a cinque dopo di che giunse puntuale la prima frase del giorno:- "oggi dove sei?" - Mormorai qualcosa....                                                             

                            

                                                                       

                 

                          


        

 

Entro insieme a voi!

 

 

I minuti trascorrevano lentissimi e rimanere seduto immobile su quella sedia, in quella sala d'aspetto, mi sembrava una tortura insopportabile, non sapevo in cuor mio che non finisse peggio. Cercai di distrarmi facendo di tutto per non ascoltare gli "illuminanti" argomenti dei pazienti in attesa, nè tanto meno volevo rischiare di farmi trascinare in qualche inutile discussione della terribile segretaria della dottoressa...

 

 

 


 

 

"Li dimostrazioni"

 

 

 

Anche quella visita era andata, l' intervista era stata ottima. Con l' animo sollevato e un pò più rilassato, ritornai verso la mia macchina. Per fortuna c' era ancora. Misi in moto, accesi la radio e mi avviai alla ricerca del quarto indirizzo.

I paesaggio era spettacolare, grandi vallate senza neanche un albero si estendevano a vista d' occhio e anche se prive di vegetazione (....)

Tantissimi campi ben arati, immense distese d' uliveti che si accompagnavano ad altri di vigneti (....)

Gli feci cenno di salire ma per tutta risposta mi fu rivolto un invito a scendere dalla macchina.

"'Un si c' arriva ca machina, à ppèri si ccì va, vinissi ccù mmia." ......

 

 

 

 


 

 

 

Rigoletto e Traviata

 

 

(....) Arrivai davanti la porta dell' ambulatorio dove una fila di persone stava educatamente in coda. "Mamma mia!" Appena mi videro iniziò la litania: "....e sono tre! Perchè il dottore non li riceve tutti assieme questi signori? Ma quanti ce ne sono in giro?" Già! Quanti ce ne siamo in giro! Solito sguardo indagatore, solito sorriso di circostanza e..."buona sera a tutti!". "Finalmente una faccia nuova, venga s' accomodassi giovanotto". "La ringrazio per il giovanotto signora ma proprio di primo pelo non sono". "Ma chi ddìci? Lei un giovanotto è. Lo sa che ccì dico? Se io avessi trent' anni di meno..." "Purtroppo non è possibile cara signora mi dispiace". (....) Cosa'altro mi sarebbe capitato non lo sapevo ma le prospettive c' erano tutte.....

 

 

 

 

 


 

 

Non dirmi niente....

 

Constatai  che le indicazioni erano esatte e dopo un pò, con passo deciso guadagnai l'ingresso dell' hotel. Il neonne  rosso posto fuori dall' albergo, come non bastasse, era riprodotto pure alle spalle del banco della reception, altro non era che, un' immagine di donna in doppia sequenza di movimento, con una fumante sigaretta tra le labbra (le classiche insegne che si vedono nei film gialli di produzione americana). Si prospettava una serata unica! tuttavia a me interessava solamente trovare una camera, fare una doccia calda e togliermi di dosso i vestiti di bagnati (....) Mezz' ora dopo ero ancora alla disperata ricerca del regno di Morfeo....purtroppo ogni tentativo risultava vano; non riuscivo proprio a prendere sonno. (....) più passava il tempo e più stavo male......e come se non bastasse giunsero alle mie povere orecchie le note di una scatenatissima polka mandata a tutto volume........dalla marzucca, al tango, alla rumba, al cha cha cha, al walzer, e.....potevano mancare i balli di gruppo? Neanche per sogno! Ed ecco infatti la macarena, il menaito, la bomba....

 

 

 

 

 


 

 

Se nun ci fosseru i cummissi

 

(Dialoghi integrali tra

pazienti in sala d' aspetto)

 

 

 

"Signori miei ce la dobbiamo finire di avercela con i commessi, che cosa ci possono fare loro se per mangiare sono costretti ad essere antipatichi?  (....)  Dobbiamo essere coscienziosi e no che...certe volte ci facciamo prendere per quelli che siamo  "ignoranti con la scorcia" (.....) Tutti lo sappiamo qua dentro che a lei il dottore ci da le medicine dei commessi.....pure a me qualche volta (....) mi vergogno a dirlo ma non me le posso comprare e se il dottore ce le ha, risparmio....altrochè!"

"Si capisce; lei parla così perchè c'ha la convenienza, vorrei vedere se il dottore non ce le da più le medicine gratis...fino all' altro giorno era lei, cara signora, la prima a non voler fare passare i commessi e ora addirittura addivintò una collega".....

 


 

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