| Formato 15 x 21 cm
Pag. 24 Prezzo 3,00 € In due lingue ITA - ENG
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Paesaggio
Ibleo Il visitatore che giunge per la prima volta a Ragusa rimane colpito dalla caratteristica del paesaggio. Il suo fascino è dato dalla presenza dei muri a secco, costruiti senza malta e utilizzati per la divisione delle proprietà e per la rotazione delle colture, ma anche dalle masserie, tipiche costruzioni di pietra, nelle quali si svolgono tutte le attività contadine.Non possono sfuggire all’attenzione del visitatore i maestosi alberi di carrubo, che, con le loro ampie chiome sempreverdi, offrono rifugio a diversi tipi di uccelli e riparo dalla calura estiva, quasi per lenire la fatica di chi lavora questa terra.Lungo la fascia costiera le ridenti località di Marina di Ragusa, Scoglitti, Donnalucata, Sampieri, cava D’Aliga e Pozzallo, possono sicuramente offrire una vacanza plein air, con il loro mare blu cobalto, dove sessanta e più Km. di spiagge si alternano con accoglienti insenature e brevi scogliere.E’ d’obbligo una sosta per una visita alle due riserve naturali, quella del Pino d’Aleppo vicino a Vittoria e quella della foce del Fiume Irminio vicino a Marina di Ragusa, dove ancora lentischi, ginepri, alaterni, acanti e orchidee selvatiche, costituiscono la cosiddetta macchia mediterranea, spesso rifugio di specie protette.
Artigianato
Una
volta l’artigianato era molto più fiorente di adesso, ma diverse sono
le forme di attività che ancora si tramandano: fra queste si possono
ricordare il ricamo, con il caratteristico “cinquecento”, uno sfilato
che molte donne amano trasmettere alle figlie. Vere opere d’arte sono i
servizi di ricamo realizzati per dono di nozze.
Uva
e vino La vitivinicoltura in Sicilia e in provincia di Ragusa ha radici antichissime, fra le più antiche d’Italia: infatti, sono stati trovati vasi per vino di stile miceneo risalenti al XIV sec. a.C..Basta ricordare che l’astuto Ulisse con il vino siciliano ubriacò il gigante Polifemo. Un vino così ricco che per secoli è stato adoperato per tagliare i più “spenti” vini del Nord e quelli Francesi, ma che da alcuni decenni è imbottigliato anche in Sicilia. In provincia di Ragusa, nella zona del vittoriese, (con espandimenti anche in provincia di Caltanissetta e Catania, ma con epicentro Vittoria) si produce il famoso Cerasuolo di Vittoria, (uno dei diciotto DOC siciliani) un corposo vino di colore rosso ciliegia, dal profumo delicato, che si sposa benissimo con carni rosse, arrosto o grigliate.
Olive
ed olio L’olio è un altro dei più tipici prodotti iblei: le sue radici risalgono al periodo greco: infatti la tradizione attribuisce ad Aristeo il merito di aver insegnato ai siciliani il metodo per estrarre l’olio. Anche i poeti latini come Virgilio, Ovidio e Marziale hanno cantato le lodi di questo stupendo prodotto di colore verde-oro.Ma fu con gli arabi e con la diffusione dei frantoi che si incrementò la piantagione di alberi di ulivo e quindi la produzione di olio.Col passare del tempo alcune zone, come quelle collinari di Frigintini e di Chiaramonte, si sono specializzate nella coltivazione delle varietà pregiate della “moresca” e della “citrale” che danno un olio di rara qualità. Di recente l’olio extravergine d’oliva dei Monti Iblei, prodotto nell’area dell’altipiano calcareo ricadente fra i territori delle province di Ragusa, Catania e Siracusa, ha ottenuto l’ambito e prestigioso marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) proprio perché garantisca la qualità, la genuinità e la sicurezza dei prodotti naturali.
Miele Il miele degli Iblei è stato cantato dai poeti dell’antica Grecia e dell’antica Roma: e che il grande Virgilio lo definisce “il migliore fra tutti”.Durante le varie stagioni se ne raccoglie di sapori diversi a seconda dei fiori o degli aromi che le api trovano nella flora locale.Da qualche decennio sempre più numerosi sono gli apicoltori che si dedicano a tempo pieno all’apicoltura, per la produzione di un miele sempre più richiesto dai mercati.Oggi se ne possono contare almeno quattro tipi:miele di “satra”, nome locale del timo selvatico, che fra le rocce dell’altipiano cresce spontaneo.
Fascia
trasformata In questo lembo di Sicilia il perno dell’economia, è stato rappresentato da sempre dall’agricoltura: prima della guerra da quella tradizionale con la produzione di cereali, legumi, carne e formaggi; dagli anni Sessanta in poi, da quella in serra. In pochi decenni infatti, tutta la fascia costiera e la pianura antistante sono state occupate dalla cosiddetta “fascia trasformata”, destinata alla produzione di ortaggi, primaticci e fiori, oltre che di frutta (agrumi, uva, albicocche ecc.). Fra i prodotti della coltivazione in serra la parte del leone la fa il pomodoro, che negli ultimi anni ha riscosso un particolare favore nei mercati con la varietà “ciliegino”; peperoni, melanzane, fagiolino, zucchine e fragole fanno il resto. Si tratta di prodotti igienicamente sicuri come è confermato dai dati statistici di un controllo di dati (riferiti all’anno 2000) che confermano la sicurezza dei prodotti del comprensorio con alcuni riferimenti su tutti: il pomodoro con una percentuale dello 0,7% dei campioni con residui superiori al limite di legge a fronte di oltre l’80% di campioni privi di residui rilevabili e di un 18,9% con residui inferiori al limite di legge.Anche i fiori hanno un largo mercato con produzione di garofani, gerbere, strelizie e rose.
Hyblaean Landscape
A
visitor who comes to Ragusa for the first time will be immediately struck
by the landscape. Its charm is bestowed by the prevalence of dry
stonewalls used to divide holdings and for crop rotation but also by farm
structures, in which all the farming activities are carried out.Impossible
to miss are the majestic carob trees that with their evergreen foliage
offer refuge to different kinds of birds and shelter from the hot summer
heat to those who work the land.Along
the coast the delightful areas of Marina di Ragusa, Scoglitti, Donnalucata,
Sampieri, D’Aliga quarry and Pozzallo can offer a holiday resort in the
open air with their cobalt blue sea, where more than 60 km of beaches
alternate with welcoming coves and cliffs. The two natural reserves of
Pino d’Aleppo near Vittoria and that of the mouth of the River Irminio
near Marina di Ragusa where lentisk, juniper, alaterno, acanthus and wild
orchids compose the so-called Mediterranean scrub, often refuge to
endangered species are a must see.
Handicraft
Handicraft was much more prevalent in the past than today, but there are some activities that are still handed down: among these are the embroidery, with the characteristic “five hundred”, a drawn thread work that many women love to pass on to their daughters. Embroidery sets produced as wedding gifts are true works of art.Other forms of much-vaunted handicraft are pottery, cabinet making and wrought iron producing gates, grills, light fittings and many other household objects.
Grapes
and wine The roots of wine production in Sicily and in the province of Ragusa is one of the oldest in Italy: Mycenian wine jugs dating back to the 14th century B.C. have been unearthed.You may recall that the clever Ulysses made the giant Polyphemus drunk on Sicilian wine. A potent wine such as that has been used for centuries to cut the duller wines of the North and France, but has also been bottled in Sicily for some decades. In the province of Ragusa, mainly in the Vittoriese area but also found in the province of Caltanissetta and Catania, the famous Cerasuolo di Vittoria is produced, (one of the eighteen Sicilian DOC -controlled denomination of origin - wines) a full bodied cherry red wine, with a delicate scent. Excellent with red meat roast or grills.
Olives
and oil
Oil
is another typical Hyblaean product: its roots date back to the Greek era:
in fact tradition credits Aristeo for having taught the Sicilians how to
extract the oil. Latin poets like Virgil, Ovid and Martial have praised
this wondrous green-gold coloured product. However
it was with the Arabs and the spread of oil mills that the planting of
olive trees and consequently oil production increased.With
the passing of time some hilly areas like those of Frigintini and
Chiaramonte have specialised in the cultivation of precious varieties of
the “moresca” and “citrale” olive, which yield an oil of rare
quality. Recently
extra-virgin olive oil of the Hyblaean Mountains, produced in the plateau limestone area between the province of Ragusa,
Catania and Siracusa, has attained the sought after and prestigious DOP(
Denominazione di Origine Protetta= protected denomination of origin) mark
so it guarantees the quality, purity and safety of natural products.
Honey
Hyblaean
honey was praised by the poets of ancient Greece and Rome; the great
Virgil defined it “the best”.Distinctive tastes are the result of gathering
during the different seasons depending on the flowers or the aromas that
the bees find in the local flora.The number of beekeepers, who are
dedicating themselves full time to this art, has been increasing steadily
in recent decades. They produce honey, which is ever more in demand by the
market.Currently
there are at least four distinct types:“satra” honey, local name of
wild thyme, which grows between the rocks of the plateau;“zagara”
honey which is produced by the bees during the blossoming of citrus fruits
and conserves the flower scent intact;
Transformed
zone
In this area of Sicily the driving force of the economy has always been agriculture which, before the war, had been the traditional production of cereals, vegetables, meat and cheese. From the Sixties onwards this has evolved into cultivation in glasshouses. In a few decades the coastal area and the nearby plain have been taken over by the so-called “transformed zone” devoted to the production of vegetables, earlies and flowers as well as fruit (citric, grapes, apricots etc.). Among the glasshouse cultivated products the most important is the tomato, which has been a great success in the markets, with the “cherry” variety. Peppers, aubergines, beans, courgettes and strawberries are also grown. They are all hygienically safe products as established by the statistical data (year 2000) which confirms the safety of the products from the district: the tomato with a percentage of 0,7% of the samples with residues above the legal limit, with 80% of samples free of traceable residues and 18,9% with residues less than the legal limit.
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